cos'è il counseller?
-Il counseller non prende in carico la patologia,non può rispondere ad una domanda di cura, ma si occupa della fascia del disagio che non entra nella patologia e nella sintomatologia.Infatti il C. si situa in un'area intermedia dove il disagio non si conclama come patologia, ma può essere affrontato come un conflitto da risolvere.
Bisogna quindi essere onesti nell'individuazione del tipo di aiuto richiesto ed essere in grado di percepire le sfumature ovvero operare la differenziazione dell'intervento, modulare continuamente la propria presenza, il proprio stile a seconda di chi si ha davanti.
-Non c'è continuità tra normalità e patologia, spesso c'è un passaggio discreto, ed è quel passaggio che fa la differenza.
Come si percepiscono questi perni? La MESSA IN GIOCO DI SE STESSI può aiutare a capire cos'è il perno, la propria area problematica, e così cominciare a capire la singolarità di ognuno.Nel C., infatti, è importante la consapevolezza di se per aiutare gli altri.La formazione deve metter in asse un saper TEORICO, TECNICO-METODOLOGICO, SU DI SE: senza quest'ultimo punto gli altri due sono inutili per aiutare l'altro, perchè se non stiamo attenti spesso il cliente mette in atto un gioco di specchi, perpetua il suo ambiente e le sue relazioni ripetendole col counseller.Il cliente chiede di "essere letto", ma se il C. collude con questa onnipotenza che lui glia da, fa in modo che si serva del C. stesso per riattualizzare i suoi problemi. Alla luce di ciò è fondamentale la RESPONSABILIZZAZIONE DEL PAZIENTE, cioè non porre desideri sul cliente, non desiderare gratificarlo, non prendersi la sua responsabilità, METTERE CONFINI e non attuare la fusionalità. Bisogna essre in grado di attuare una dialettica tra risonanza emozionale e comprensione dell'altro per capire come agire:nella SINGOLARITA, infatti, c'è sempre qualcosa DI STRUTTURA che ci indica come comportarci rispetto ai confini. Anche in casi non patologici, infatti, si intravedono caratteristiche singole che hanno a che fare con un STRUTTURA DI RELAZIONE.Sviluppare, quindi la capacità di leggere la struttura in cui la singolarità prende posto.
-ANALISI DELLA DOMANDA E DELL'INVIO: cosa mi chiede l'altro (un singolo o un'istituzione)? Non è scontato, spesso non lo sanno neanche loro. Il C. deve essere in grado di leggere e analizzare la domanda e spesso RIFORMULARLA, e anche individuare l' INVIO (come il cliente è arrivato al counseller? chi lo manda? chi gli ha dato il recapito?)
PRIMO CONTATTO:è fondamentale perchè mette subito in gioco la collusione;inoltre mette in gioco l'analisi della domanda e la stesura del CONTRATTO quindi il SETTING.
La relazione si instaura già al primo contatto, si stabiliscono le condizioni della relazione (contratto) da ambo le parti. E' dunque fondamentale usare il primo contatto per esplicitare le regole, mettere a fuoco la domanda e proiettarla su degli obbiettivi e delle finalità. Si stabilisce inoltre il SETTING, la scena, il luogo, lo SPAZIO in cui" si mette in scena" l'incontro, IL TEMPO (definito) e le REGOLE inplicite ed esplicite.
Una volta stabilito il contratto e stabilito il setting quasi automaticamente ci si trova nelle AMBIVALENZE DELL'INCONTRO (rispetto al lavoro che si vuole fare)
*problema (non consapevole) tra FIDUCIA/SFIDUCIA.: E' questuna cosa di struttura, quindi inevitabile,perciò c'è un primo momento di studio reciproco e quindi avviene la responsabilizzazione.
*DIPENDENZA/INDIPENDENZA: creare l'equilibrio tra essere completamente dipendenti e essere inpediti a dipendere. Il C. non deve essere ingombrante e fagocitante poichè il clinte può o ricalcare un suo schema o spaventarsi e attuare una difesa.
*CAMBIARE/NON CAMBIARE: quando un cliente chiede aiuto per cambiare spesso ricerca una conferma che lui va bene così, cerca un riconoscimento.Se io C. colludo con questo comincio a dare gratificazioni e non risolvo il problema. quindi bisogna fare il doppio gioco: da una parte ti accetto ma senza desideri su di te. QUINDI TI RESTITUISCO LA DOMANDA CHE MI FAI-responsabilizzazione. Esempio:"non sono felice perchè non faccio la musicista". NO, SEI INFELICE PERCHE' IL VIOLINO E' IL MEZZO PER AVERE UNA CONFERMA E, SUCCESSIVAMENTE, LA LAMENTELA E' UNA SORTA DI SODDISFAZIONE CHE SOSTITUISCE LO STRUMENTO MUSICALE.NON E' LA SODDISFAZIONE NEL SUONARE QUELLO CHE CERCHI(ALTRIMETI LO FARESTI) MA UN RICONOSCIMENTO.Se tu C. riesci a fare capire questo al cliente e lo RESPONSABILIZZI, sparisce la frustrazione di non fare la musicista.
lunedì 26 febbraio 2007
lezione del 27/01/07 M. Cavallo
Inserisco gli appunti cosi come gli ho presi.spero siano utili...Fra
giovedì 22 febbraio 2007
FIGURA E SFONDO: APPUNTI 17/18 FEBBRAIO 2006
Per far questo il counsellor attiva i movimenti tra figura e sfondo, in modo intercambiabile, punta l’attenzione sul sempre, sul comunque, sul niente, sul mai, fa emergere quello che si cela sotto la totale assenza di qualcosa o sotto l’indispensabile presenza di qualcosa di apprentemente inutile (rispetto a dei bisogni primari, ovviamente).
In ogni caso il cambiamento avviene nella zona di contatto fra l’individuo-organismo e l’ambiente , ovvero non solo nell’individuo, né solo nell’ambiente (..funzione "se")….etc.
domenica 11 febbraio 2007
SI PARTE!
I do my thing and you do your thing.
I am not in this world to live up to your expectations,
And you are not in this world to live up to mine.
You are you, and I am I,
And if by chance we find each other, it's beautiful.
If not, it can't be helped.
(Fritz Perls, 1969)
Ho letto da qualche parte che esiste un luogo che si abbandona alla nascita e dove si può accedere di nuovo solo come frutto di un personale processo di crescita.
Un luogo che possiamo immaginare come un punto zero, uno spazio vuoto, puro, d’ ”indifferenza creativa” (S.Friedlander), indipendente da tutte le forme e le differenze che la vita crea. Un posto che ci porta a vivere un poco di più il “qui ed ora”, dove si può smettere di farsi le famose pippe mentali, che ci fanno entrare in lotta e in contraddizione con la realtà e dove invece riesce più facile accettarla… semplicemente per cosi com’è. Un luogo, infine, dove si abbandonano le distinzioni inutili e non funzionali che la società e la morale comune ci impongono e si è disposti a riconsiderare in una forma meno ristretta la differenziazione comune, tra quello che bene e quello che è male. Quella differenza, spesso fallace, che la coscienza morale ci suggerisce.
Magari un giorno potessimo veramente liberarci dai falsi poteri che ci circondano e ci condizionano, incontrare la saggezza per riconoscere i nostri desideri e le nostre inclinazioni, il coraggio per percorrere il nostro cammino, la lucidità di trasformare i nostri pensieri più spontanei in azioni maggiormente concordi con essi. Crescere e costruirci la felicità, facendoci spazio dentro questa enorme marmellata…..giorno per giorno, passo dopo passo, sempre che ne sentiamo il bisogno seguendo quello che ogni momento, nella vita, il nostro corpo e il nostro spirito ci richiedono per stare bene.
E magari riuscire ad aiutare anche qualcun altro a incontrare questo luogo….
Mi auguro che questo blog, rappresenti per tutti noi, oltre che una fonte di risorse didattiche, anche un poco questa free land.
Buon viaggio
Umberto
I am not in this world to live up to your expectations,
And you are not in this world to live up to mine.
You are you, and I am I,
And if by chance we find each other, it's beautiful.
If not, it can't be helped.
(Fritz Perls, 1969)
Ho letto da qualche parte che esiste un luogo che si abbandona alla nascita e dove si può accedere di nuovo solo come frutto di un personale processo di crescita.
Un luogo che possiamo immaginare come un punto zero, uno spazio vuoto, puro, d’ ”indifferenza creativa” (S.Friedlander), indipendente da tutte le forme e le differenze che la vita crea. Un posto che ci porta a vivere un poco di più il “qui ed ora”, dove si può smettere di farsi le famose pippe mentali, che ci fanno entrare in lotta e in contraddizione con la realtà e dove invece riesce più facile accettarla… semplicemente per cosi com’è. Un luogo, infine, dove si abbandonano le distinzioni inutili e non funzionali che la società e la morale comune ci impongono e si è disposti a riconsiderare in una forma meno ristretta la differenziazione comune, tra quello che bene e quello che è male. Quella differenza, spesso fallace, che la coscienza morale ci suggerisce.
Magari un giorno potessimo veramente liberarci dai falsi poteri che ci circondano e ci condizionano, incontrare la saggezza per riconoscere i nostri desideri e le nostre inclinazioni, il coraggio per percorrere il nostro cammino, la lucidità di trasformare i nostri pensieri più spontanei in azioni maggiormente concordi con essi. Crescere e costruirci la felicità, facendoci spazio dentro questa enorme marmellata…..giorno per giorno, passo dopo passo, sempre che ne sentiamo il bisogno seguendo quello che ogni momento, nella vita, il nostro corpo e il nostro spirito ci richiedono per stare bene.
E magari riuscire ad aiutare anche qualcun altro a incontrare questo luogo….
Mi auguro che questo blog, rappresenti per tutti noi, oltre che una fonte di risorse didattiche, anche un poco questa free land.
Buon viaggio
Umberto
ARTITERAPIE
DRAMMATERAPIA E VIDEOTERAPIA
CORSO DI FORMAZIONE IN GESTALT CUNSELLING
PROGRAMMA 1° ANNO –
ANNO 2007
DATA
ARGOMENTI
1
27-28 gennaio
Gestalt e Counselling
Conoscersi per aiutare
Fondamenti nella relazione d'aiuto a mediazione artistica
Processi specifici (fare, comprendere, trasformare)
Fenomenologia della percezione e dell’espressione
2
17-18 febbraio
Le relazioni affettive: intimità è sessualità.
Le memorie del corpo: psicofisiologia delle emozioni e consapevolezza psicocorporea
"Qui e ora" e intersoggettività nella Gestalt.
3
17-18 marzo
Definizione e modelli di drammaterapia:
ruolo, azione, narrazione
Distanza estetica e catarsi
Il gioco, lo spazio potenziale, l'improvvisazione, la costruzione, la ripetizione, lo spettacolo, la condivisione
4
21-22 aprile
Comunicazione verbale e non verbale nella relazione d'aiuto.
Contatto e continuum di consapevolezza nella Gestalt.
Relazione Io-Tu, ascolto attivo e partecipativo, empatia.
Imagery e creatività con le immagini
5
26-27 maggio
Analisi della domanda e "contratto" di lavoro in Gestalt Counselling.
Aree elettive di intervento arteterapeutico
Educazione in età evolutiva e in età adulta
Il gioco come relazione
6
16-17 giugno
La Gestalt e il lavoro con la creatività
L'individuo e il gruppo
Educazione e intervento scolastico: il gruppo-classe
Azione teatrale e intervento pedagogico.
Teorie del gioco e della creatività
7
22-23 settembre
Tecniche di drammatizzazione e videonarrazione
Fondamenti della mediazione narrativa
Il racconto di sé: narrare, scrivere, rappresentare
Il personaggio, il ruolo, la rappresentazione
L'azione, la voce, il ritmo
SEMINARI INTENSIVI
1
20-22 luglio
Il video autobiografico
Rossi
2
19-21 ottobre
Il teatro autobiografico
Cavallo
3
23-25 novembre
Enneagramma
Quattrini
4
14-15 dicembre
Addestramento Enneagramma
Ravenna
DRAMMATERAPIA E VIDEOTERAPIA
CORSO DI FORMAZIONE IN GESTALT CUNSELLING
PROGRAMMA 1° ANNO –
ANNO 2007
DATA
ARGOMENTI
1
27-28 gennaio
Gestalt e Counselling
Conoscersi per aiutare
Fondamenti nella relazione d'aiuto a mediazione artistica
Processi specifici (fare, comprendere, trasformare)
Fenomenologia della percezione e dell’espressione
2
17-18 febbraio
Le relazioni affettive: intimità è sessualità.
Le memorie del corpo: psicofisiologia delle emozioni e consapevolezza psicocorporea
"Qui e ora" e intersoggettività nella Gestalt.
3
17-18 marzo
Definizione e modelli di drammaterapia:
ruolo, azione, narrazione
Distanza estetica e catarsi
Il gioco, lo spazio potenziale, l'improvvisazione, la costruzione, la ripetizione, lo spettacolo, la condivisione
4
21-22 aprile
Comunicazione verbale e non verbale nella relazione d'aiuto.
Contatto e continuum di consapevolezza nella Gestalt.
Relazione Io-Tu, ascolto attivo e partecipativo, empatia.
Imagery e creatività con le immagini
5
26-27 maggio
Analisi della domanda e "contratto" di lavoro in Gestalt Counselling.
Aree elettive di intervento arteterapeutico
Educazione in età evolutiva e in età adulta
Il gioco come relazione
6
16-17 giugno
La Gestalt e il lavoro con la creatività
L'individuo e il gruppo
Educazione e intervento scolastico: il gruppo-classe
Azione teatrale e intervento pedagogico.
Teorie del gioco e della creatività
7
22-23 settembre
Tecniche di drammatizzazione e videonarrazione
Fondamenti della mediazione narrativa
Il racconto di sé: narrare, scrivere, rappresentare
Il personaggio, il ruolo, la rappresentazione
L'azione, la voce, il ritmo
SEMINARI INTENSIVI
1
20-22 luglio
Il video autobiografico
Rossi
2
19-21 ottobre
Il teatro autobiografico
Cavallo
3
23-25 novembre
Enneagramma
Quattrini
4
14-15 dicembre
Addestramento Enneagramma
Ravenna