martedì 3 luglio 2007

5° incontro
26 maggio 2007. Caterina Terzi

PRESENTAZIONE: Il C chiede agli U di presentarsi come un cibo, quello che magari cucinano più volentieri. Ogni partecipante è invitato a raccontare di questo cibo. Una volta finito il giro ogni persona ripeterà le stesse cose come se fosse quell’alimento: “Sono una pizza ai quattro formaggi molto gustosa ma anche indigesta...” Per ultimo il C invita i singoli a esprimere che effetto gli ha fatto quello che lui stesso ha detto: “Ha un significato per te quello che hai detto?”

Caterina si presenta come una creativa che lavora sulle immagini utilizzando molto il linguaggio analogico che permette di arrivare con maggior velocità alle sensazioni. Utilizza la pietra come sistema di narrazione e fa laboratori creativi da anni.
Quando l’U racconta qualcosa, come ad esempio la preparazione di un cibo, è spinto a vedete tutti gli aspetti, anche quelli collaterali, di essere quel cibo. E’ essenziale che lo faccia parlando in prima persona, quindi il mandato sarà “Parla di te come se fossi quel cibo”. Il C usa ciò che gli colpisce del narrato di ogni singola persona e per capire quali sono i punti interessanti da trattare, è importante osservare con molta attenzione l’U. Le cose che lo toccano di più lo porteranno a cambiare il tono della voce, ad avere incongruenze fra la sfera linguistica e quella espressiva, a cambiare anche lo sguardo, la postura, ecc. Una volta individuati i punti critici, il C chiede :”Che immagine ti viene in mente in questo momento?” E’ importante che il C dica esattamente quello che gli suscita il narrato dell’U e quindi gli rimandi l’effetto che ha prodotto la sua narrazione a lui stesso. Sono 4 i punti essenziali che il C deve utilizzare.
A) andare sulla fantasia dell’immagine
B) portare l’U ad identificarsi con l’immagine (“Parla di te come immagine”)
C) esprimere ciò che al C suscita quell’immagine dell’U
D) invitare l’U a rimandare ciò che è venuto fuori col cibo, nella propria vita quotidiana
E’ importante per il C aiutare la persona a raccontarsi, non dare mai interpretazioni personali e rimandare sempre all’U una propria fantasia: “Quello che hai detto (che hai disegnato, scritto, scolpito...) ora ti dice qualcosa della tua vita? Quello che il tuo lavoro ha fatto fantasticare a me, ti dice qualcosa della tua vita?”.

IMMAGINAZIONE GUIDATA
“Chiudi gli occhi, segui il respiro, dove lo senti? Nell’addome, alto? Non modificarlo, osservalo e basta”. Pausa. “Pensa di essere un roseto, quel roseto, proprio quello che ti viene in mente. Com’è? Dove sta? In quale stagione siamo? Come sta questo roseto?” Pausa.
Si lascia, dopo aver consegnato agli U pennarelli e fogli grandi, il tempo (almeno un quarto d’ora) di rappresentare questo roseto immaginato. Poi ci si divide in coppie e uno alla volta si fa il C e l’U. Il C fa notare quello che gli ha suscitato l’osservazione di quel roseto. “Cosa ti richiama questa cosa nella tua vita?”
Un punto di partenza che può essere utile al C per sapere come sta lavorando è chiedersi come si sente. Sicuramente non avere aspettative aiuta e se ci si sente tranquilli e sereni vuol dire che molte cose stanno andando bene. Se il C trova una buona intuizione (spesso si capisce se l’U svincola “No, io ti ho chiesto questo..., che cosa stai provando?) deve un po’ rompere il muro che spesso l’U propone, ma stando attento a non fare manovre per essere al centro dell’attenzione e quindi agire per narcisismo. Se l’U non risponde frequentemente alle domande, bisogna trovare un altro modo per rapportarsi all’ U, ad esempio si può utilizzare l’umorismo riproducendo, in modo esagerato, l’atteggiamento della persona con cui stiamo lavorando, (se un bambino di 7 anni non ha voglia di studiare le tabelline, la madre potrà inventarsi un gioco per raggiungere lo stesso obbiettivo). Ma se l’U si prenda la responsabilità di dire che non vuole lavorare su quello su cui il C punta, la sua volontà va rispettata.
Brainstorming sul lavoro di coppia su come ci si è sentiti come U e come C.

Tutto il gruppo lavoro su un unico disegno. Il C chiede chi vuole commentare il proprio roseto. L’U inizialmente sarà invitato a commentare quello che ha fatto e poi il C ripropone per tutto il gruppo il lavoro fatto in coppia come esemplificazione. Al termine del lavoro si chiede a tutto il gruppo se qualcuno ha dei feed-back per l’U che ha appena lavorato senza dargli né consigli né giudizi.
Durante il lavoro su un disegno il C deve ricordare che quello che per l’U è spontaneità può essere compulsione; spesso quindi non è positiva la spontaneità ed è per questo che va interrotta. Bisogna invece far vedere all’U che ci sono altre possibilità meno automatiche. Questo non vuol dire cambiare per forza, ma vedere quello che non ci piace, anche se spontaneo e trovare delle alternative.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie marcella...se non ci fossi tu!
volevo chiedere a tutti se è gia stato deciso dove e ache ora ci incontriamo per partire per vallenera!
vi bacio tutti
fra

Anonimo ha detto...

scusate ancora...
ho dimenticato la mia password e non riesco ad entrare col mio account...come faccio a recuperarla?
francesca

Anonimo ha detto...

ciao.. per il viaggio a vallenera partiamo da casa di Oliviero alle 13, mandatemi una mail al mio indirizzo rinaldo.longo@bancaditali.it e vi do indicazioni, un megasaluto Rinaldo

umberto ha detto...

Ciao Fra, se hai dimenticato la password,metti una password sbagliata e poi segui le istruzioni che ti dà il blog ("non ricordi la password?")...
Baci